Le cinque olive di Tigullio Vino
Martedì, 4 Marzo 2008





Si sa. Quando prendi un bel voto, ti senti molto soddisfatto soprattutto se per averlo hai lavorato sodo. Se, poi, ci hai messo anche passione e dedizione, la soddisfazione è ancora maggiore. Ti senti come uno scolaretto che non vede l’ora di dirlo a Mamma e Papà.
Quindi, con la soddisfazione che vi ho descritto, vi riporto alcuni passi della scheda di Tigullio Vino sul nostro olio, dove abbiamo preso il massimo dei voti (cinque olive):
Esame organolettico ed altre considerazioni
Aspetto: limpido. Colore: verde chiarissimo tendente al giallo. Odore: intenso e persistente, con netti sentori d’erba quasi fresca e tagliata, carciofo e, lieve, di foglia, mela verde e macchia mediterranea. Sapore: quasi dolce ma sapido, con piacevole piccante e, quasi assente, l’amaro, pieno di molta persistenza. Al retrogusto: mandorla e carciofo.
Impiego gastronomico: a crudo su sformati di patate e di cavolfiore, peperoni con acciuga, pasta con piselli e fiori di zucca, orata e branzino al finocchio selvatico, stoccafisso in bianco. In cottura con zuppe di cozze e di seppie, pollame nobile e coniglio in casseruola e al forno.
Ringrazio Filippo Ronco e Virgilio Pronzati
La donna pesca
Domenica, 10 Febbraio 2008
Ecco la modella perfetta per le mie compagne pubblicitarie: è Ella, la donna fatta di pesche.
Carina vero?
L’hanno creata per promuovere un cosmetico della Ella Bachè in Australia. Chissà se mela prestano?
Il degusta olio
Venerdì, 8 Febbraio 2008
Per il giorno del mio compleanno mia moglie consapevole ormai da un po’ di tempo della mia passione mi ha fatto un regalo veramente speciale. Un oggetto, che appena ne avevo sentito parlare, era diventato un culto. Uno strumento che mancava e che forse non se ne potrà più fare a meno: il Taste-Huile, o volgarmente detto degusta olio.

Lorenzo Piccione di Pianogrillo e Kobi Wiesendager hanno creato il calice dell’olio. Funzionale e bello.
La produzione e la commercializzazione è a cura di Alessi.
Buon Natale e Felice Anno Nuovo
Lunedì, 24 Dicembre 2007
La semina delle fave
Domenica, 2 Dicembre 2007
Le feste si stanno avvicinando, l’anno è entrato nel suo ultimo mese e a Samperi si piantano le fave.
Come ogni anno, infatti, tra novembre e dicembre nel territorio di Leonforte, oltre ai più classici cereali e legumi, avviene la semina della Fava Larga.
Oggi, a Samperi, abbiamo seminato un piccolo pezzo di terra. La terra era ottima, molto morbida ma non bagnata. Con una così buona premessa credo che le prime piantine spunteranno in una settimana. Dovremo però aspettare la fine di marzo per vederle fiorire. Fino a quel tempo terremo ben pulite le piantine con lo zappone e l’accucceremo (aggiungere terra attorno alle piante). In fine prima dell’estate, quando le piante iniziano a seccare, verranno falciate e raccolte per essere trebbiate.
La Fava Larga è presidio Slow Food non per niente ![]()
L’elezione ad apostolo di S. Mattia
Venerdì, 2 Novembre 2007

Leonforte ha un tesoro che tiene ben nascosto. Nella chiesa dei Cappuccini dietro all’altare maggiore vi è una delle opere più importanti di un grande pittore siciliano, Pietro Novelli detto il monrealese.
Una buona sintesi della vita dell’artista la trovate qui.
L’opera raffigura l’elezione di Mattia (al centro sulla sinistra) ad apostolo, invece di Giuseppe (al centro sulla destra). Gli altri personaggi raffigurano altri discepoli, apostoli, Maria e la Maddalena. L’autore, come era solito fare, ha raffigurato Giovanni (sotto ai due angeli accanto a Maria) con il viso della figlia e Giacomo (nel gruppo a sinistra è l’unico che guarda fuori dalla scena) con il viso del principe Nicolò Placido Branciforti, appartenendo quest’ultimo al Sacro Ordine di San Giacomo.
L’opera si trova nella chiesa dei Cappuccini, scelta dal principe per essere la cappella funeraria della famiglia. Sotto all’altare maggiore vi è la lapide di bronzo, tomba funeraria del principe. Nella navata sinistra si trova, invece, il monumento funerario della moglie del principe, Caterina e nella cripta si trova la tomba di Giuseppe Branciforti. Altre notevoli opere presenti sono il tabernacolo ligneo del frate Angelo da Mazzarino e le statue attribuite ad Antonello Gagini.
Purtroppo, queste opere importantissime per Leonforte, non possono essere ammirate con facilità. L’unico momento che la chiesa può essere visitata è durante (meglio prima e dopo per non disturbare) la messa. La chiesa sfortunatamente, da quando è morto l’ultimo frate capuccino, rimane sempre chiusa se non per l’unica messa serale.
La Pesca Sciroppata
Domenica, 21 Ottobre 2007
Scusate la pausa, ma la stanchezza si è fatta sentire. Infatti abbiamo finito la raccolta il 15 ottobre scorso e con essa è finita anche la parte più importante della lavorazione e commercializzazione.
Quello che resta però nel capannone, dopo questa raccolta molto positiva, sono i nostri trasformati. Prodotti durante la lavorazione del fresco ci costringono ad un surplus di lavoro durante una fase già di per se molto impegnativa. Ma, credetemi, vale la pena.
Sono molti infatti che, in mesi in cui sugli alberi si sono solo le foglie, assaggiando la Pesca Sciroppata ci dicono estasiati “Fatastica, sembra di mangiare la Pesca fresca”. Effettivamente il nostro frutto, essendo una percoca, si mantiene molto bene anche in una soluzione così semplice come lo sciroppo (acqua e zucchero), conservando tutte le proprietà organolettiche del frutto fresco.
Non mentiamo quando diciamo che la sciroppata offre il gusto ed il sapore delle pesche nel sacchetto durante tutto l’anno.
Finita la raccolta
Martedì, 16 Ottobre 2007
Ed anche per quest’anno la raccolta è finita. La lavorazione continuerà per un po’ di giorni fino ad esaurimento delle pesche.
Ma quando le pesche finiranno cosa succederà a Samperi?
Sagra della Pesca: resoconto
Mercoledì, 10 Ottobre 2007
Finita la sagra c’è chi è soddisfatto e chi meno.
L’Azienda Agricola Samperi è dalla parte dei soddisfatti. Abbiamo lavorato tanto e bene. Due punti vendita. Il primo, come al solito, era in azienda con la vendita diretta delle pesche appena lavorate. Il secondo, la novità, si trovava in Piazza Branciforti con uno stand offerto dal Comune (che ringrazio ancora perchè era perfetto) proprio di fronte al Palazzo Branciforti. Nello stand abbiamo venduto tutto il nostro repertorio con la possibilità di degustare prima di acquistare (eccetto le fave). E’ andata benone per essere la prima volta. Abbiamo anche testato la nuova confezione delle fave che presto vi presenterò anche su questo blog.
Invece tra gli insoddisfatti ho purtroppo visto troppa gente: il comune, le cooperative e forse anche il consorzio. Non mi dilungo sulle cause della insoddisfazione che mi sembra sia state anche oggetto della stampa locale.
Voglio dire solamente una cosa: nessuna ragione ci autorizza a deludere le aspettative delle persone che ci vengono a trovare in questi giorni di festa. Sono ancora molte le persone che percorrono chilometri e chilometri per degustare i nostri prodotti tipici e noi dobbiamo fare di tutto perchè questo continui. Il giorno che non sarà più possibile allora non ci sarà più sagra.
Il prossimo anno si pensa che saranno i produttori (leggasi Consorzio) ad organizzare direttamente tutta la manifestazione. Io sono disponbile a confronti e ad essere coinvolto (essendo un produttore).
La Tardiva
Venerdì, 5 Ottobre 2007
Nella Pesca di Leonforte rientrano diversi ecotipi tutti locali ma con lievi differenze. La differenza principale che li distingue è il calendario di maturazione ma non solo.
Questi sono in ordine i principali ecotipi:
20- 30 agosto Agostine
20-30 settembre Settembrina
10 ottobre - 10 novembre Tardiva
L’ultima varietà, che stiamo raccogliendo in questo momento in azienda, è quella più particolare.
La Tardiva è per molti, noi compresi, un vero gioiello della natura. La pezzatura è mediamente più piccola ed ha una piccola protuberanza sulla parte inferiore che la contraddistingue dagli altri ecotipi. Ma sono le qualità organoletticche che la eleggono senza ombra di dubbio la regina delle pesche di Leonforte. Profumata, gustosa e dolcissima.
Riflessione personale: il mondo dell’ortofrutta ancora oggi ha come driver principale la grandezze del frutto (+ è grande + costa) oltre ovviamente alla qualità biologica. Per la Tardiva questa sistema funziona poco. E’ piccola ma è buona. Arriverà un giorno che anche l’ortofrutta verrà giudicata anche in base a paramentri organolettici a livello sistemantico come olio e vino?








